Social media manager: come si diventa, stipendio, sbocchi, Partita Iva

Social media manager: come si diventa, stipendio, sbocchi, Partita Iva

Vediamo chi è e cosa fa il Social media manager, come si diventa, quanto guadagna, gli sbocchi principali, la Partita Iva, ecc.

Quella del Social Media Manager è diventata una professione fondamentale per le aziende e per i singoli professionisti, perché è colui che si occupa di curare i loro profili sui vari Social media esistenti.

E’ in grado di aggiornarsi su tutte le novità che riguardano i vari Social, deve saper utilizzare un Tone of voice adeguato per ciascuno di essi, trovare sempre nuove parole e chiavi di volta per attirare l’attenzione dei followers già acquisiti e per acquisirne sempre di nuovi. Del resto, la concorrenza è tanta e basta qualche post riuscito male o un periodo di pausa per perdere interesse.

Vediamo dunque chi è e cosa fa il Social media manager, come si diventa, quanto guadagna, gli sbocchi principali, l’apertura o meno di una Partita Iva, ecc.

Chi è un Social media manager

Il Social Media Manager è chiamato a realizzare e curare costantemente la reputazione Social di un’azienda o di un singolo professionista. Pubblicherà quotidianamente post sulle sue attività, i servizi e i prodotti offerti. Eventuali sconti e promozioni in atto, scriverà pillole di storia, curiosità, annuncerà nuove iniziative.

Sempre con un tono convincente, quanto più adatto possibile al brand che cura ma anche al pubblico a cui si rivolge: adolescenti, giovani, adulti, anziani, un genere in particolare, mirati a determinati professionisti, ecc.

Si tratta di fatto di un Content Creator, ovvero creatori di contenuti, che lavorano solitamente a stretto contatto con altre figure. Ovviamente, anche in base alla dimensione dell’azienda.

Per esempio, nelle grandi aziende rispondono a un Social Media Director (nelle aziende più grandi), ovvero colui che detta la linea da seguire sui Social. Ma anche con eventuali grafici che gli passano le immagini a corredo dei post, video maker se si tratta di link, ecc. Altre figure possono essere il Responsabile della comunicazione o il Responsabile dell’area Marketing.

Nelle realtà societarie più piccole, solitamente interfaccia solo con il datore di lavoro, che gli riferisce cosa vorrebbe che venisse pubblicato e in che modo. Il rapporto può essere di costante contatto e interscambio, se è una persona che ama incidere molto sul lavoro del Social media manager. Oppure, di scambi molto rari se il datore di lavoro dà carta bianca all’esperto sul da farsi.

Stesso discorso quando il datore di lavoro è un singolo professionista che vuole promuovere la propria attività: un attore, un politico, un manager, un modello, un regista, ecc.

Cosa fa il Social media manager

Come detto, questo professionista lavora a stretto contatto con altre figure aziendali per impostare la migliore strategia possibile. O, con il datore di lavoro se si tratta di una piccola realtà.

Per esempio, nel primo caso collabora con il reparto vendite per realizzare campagne di Lead Generation che il Team di vendita possa poi convertire in entrate.

Deve essere in grado di adeguare il Tone of voice a ogni tipo di Social su cui l’azienda o il professionista è presente. Per esempio:

  • Facebook: pubblicherà post con foto, video, testi più lunghi come la piattaforma consente. Magari anche storie, programmare eventi con tanto di inviti a partecipare. Non manca poi la possibilità di lanciare dirette streaming;
  • Instagram: qui il canale più efficace sono le Storie, poiché i Feed non sono molto seguiti. Si possono comunque collegare a quelli di Facebook. Le storie devono contenere link con landing page che portino alla pagina per completare l’acquisto o l’iscrizione al servizio se si tratta di vendita. Non manca poi la possibilità di lanciare dirette streaming;
  • TikTok: qui il tono è più scherzoso e informale. I video sono brevi (in genere 1 minuto)- Non manca anche qui poi la possibilità di lanciare dirette streaming;
  • LinkedIn: il social è serio e professionale, ideato proprio per aziende e professionisti;
  • Youtube: la piattaforma più longeva, capace di resistere alle nuove tendenze. Qui il mezzo principale sono i video, che possono essere lunghi anche un’ora o più, ma c’è la possibilità di creare anche Shorts (che durano 1 minuto), dirette streaming, ecc.
  • Twitter: il Social, come noto, consente testi molto brevi, sebbene abbia da qualche tempo aggiunto la possibilità di scriverne di più lunghi. Molto importante è l’uso degli hashtags;
  • Telegram: Social più informale, dove i testi solitamente sono brevi e rimandano poi a un link.

Se non esistono figure apposite, il Social Media Manager può essere chiamato anche ad altre creazioni oltre alla mera scrittura testuale (magari con emoji):

  • immagini
  • video
  • infografici
  • GIF
  • ecc.

Ancora, se cura la strategia a 360 gradi, deve anche saper utilizzare strumenti per monitorare il traffico, come Google Analytics, per capire come stanno andando le campagne e da dove arrivano gli accessi maggiori.

Potrebbe altresì essere chiamato a presenziare dal vivo a eventi, come fiere, convegni, dibattiti, presentazioni. E produrre il materiale da pubblicare in real time (almeno che non siano altri a farlo per poi passargli il materiale, come giornalisti, videomaker, fotografi inviati dall’azienda sul posto):

  • foto
  • estratti dei discorsi
  • video in diretta

In genere è chiamato anche a coinvolgere gli utenti, lanciando sondaggi o invitandoli a porre domande sui vari social, alle quali poi dovrà fornire delle risposte.
Meglio che abbia sempre uno sguardo sull’attualità, per esempio ancorandosi a notizie di grande interesse generale per lanciare un messaggio societario.

Per intercettare le news di tendenza, potrebbe utilizzare Google Alerts, lo strumento “cerca” di TikTok o gli hashtag più popolari su Twitter.

Infine, deve essere bravo a calendarizzare i post, programmandoli giorno per giorno e laddove serva una pubblicazione immediata e urgente, essere pronto a redigere il miglior post possibile in pochi minuti.

Requisiti per diventare Social media manager

Dunque, da quanto detto fino a qui, abbiamo visto come il Social media manager sia una figura completa. Non solo in grado di scrivere testi persuasivi, ma se occorre, anche di saper produrre altre forme comunicative. Come video, immagini, infografici, ecc. Deve essere veloce se serve, così come intercettare gli argomenti di tendenza e saper leggere i dati.

Ecco, in generale, i requisiti principali che chi vuole svolgere questa professione deve possedere:

  • Capacità di scrittura;
  • Abilità grafiche;
  • Nozioni di strategie pubblicitarie e di marketing;
  • Capacità di lettura dei dati statistici;
  • Problem solving;
  • Organizzazione del tempo e flessibilità sugli orari di lavoro;
  • Conoscenza generale dei Social su cui lavorerà;
  • Aggiornamento sugli argomenti di tendenza;
  • Conoscenza adeguata della grammatica;
  • Conoscenza dell’inglese a un livello almeno B1 (ma in genere sono richiesti livelli dal B2 in su) e di eventuali altre lingue dove richiesto;
  • Empatia verso il prossimo e capacità di gestire commenti polemici o di accettare le critiche (ovviamente quelle sensate e costruttive);
  • Abilità nell’utilizzo delle emoji a corredo del testo;
  • Conoscenza approfondita del brand di cui curerà l’immagine o del professionista che lo ha ingaggiato.

Social media manager come si diventa

Per svolgere questa professione non serve obbligatoriamente un titolo di studi preciso.

Va da sé che aver frequentato un corso universitario molto attinente, un corso di formazione o un Master, è cosa gradita e giusta. Per avere un’infarinatura teorica. Diciamo però che anche un semplice diploma abbinato a un’ottima abilità di utilizzo dei Social può già bastare.

Molto fa l’esperienza sul campo, saper scrivere un italiano corretto e la capacità di aggiornarsi costantemente, visto che i Social cambiano spesso e volentieri. Introducendo novità grafiche e in termini di funzioni.

Per fare il Social Media Manager serve la laurea?

No, come detto nel paragrafo precedente, essere laureato non è obbligatorio.

Tuttavia, frequentare un corso di laurea attinente può essere sicuramente di grande aiuto. Ecco i principali attualmente esistenti.

a) Lauree triennali in Comunicazione o Marketing:

  • Laurea in Scienze della Comunicazione – eCampus
  • Laurea in Scienze della Comunicazione e Media Digitali – UniMarconi
  • Laurea in Scienze della Comunicazione Innovativa, Multimediale e Digitale – IUL
  • Laurea in Comunicazione e Multimedialità – UniMercatorum
  • Laurea in Comunicazione Digitale e Social Media – UniCusano
  • Laurea in Scienze della Comunicazione – UniNettuno

b) Lauree magistrali in Comunicazione o Marketing:

  • Laurea in Gestione d’impresa e Tecnologie Digitali – UniNettuno
  • Laurea in Management e Consulenza Aziendale – San Raffaele
  • laurea online interateneo in innovazione digitale e comunicazione
  • digitale – IUL
  • Laurea in Comunicazione Digitale e Marketing – UniMercatorum
  • Laurea in Comunicazione Digitale – UniCusano

Per quanti invece sono già laureati e vogliono proseguire con un Master, possono optare tra:

  • Master in Formazione e Sviluppo del Digital Project Manager – UniPegaso
  • Master in Comunicazione d’Impresa – UniPegaso
  • Master in Management Aziendale – Mercatorum
  • Master in Comunicazione d’Impresa – UniPegaso
  • Master in Digital Marketing Specialist – eCampus
  • Master in Digital Marketing – UniCusano
  • Master in Strategie di Comunicazione Pubblica e Sociale – UniPegaso
  • Master Virtual Community Manager – UniPegaso

Esistono poi tantissimi corsi di formazione che costano poche centinaia di euro, che pure possono essere utili e interessanti a quanti magari già hanno un’infarinatura di scrittura e di Social, ma vogliono apprendere qualche nozione in più (Copywriter, giornalisti, Influencer, ecc.).

Così come corsi di Alta formazione che costano invece alcune migliaia di euro per una formazione più approfondita.

Quanto guadagna il Social media manager: lo stipendio

Ovviamente lo stipendio di un Social media manager dipende dal datore di lavoro, da quanti clienti ha, dalla sua esperienza, dalla sua abilità, dal tipo di lavoro che svolge, ecc. Un conto è svolgere questa professione per Prada o la Ferrari, e un conto è farlo, con tutto il rispetto, per la pizzeria sotto casa.

Pertanto il guadagno può andare da qualche centinaio di euro se si svolge questo lavoro come seconda attività e solo quando serve al datore, fino a sfiorare i 100mila euro l’anno quando si hanno molti clienti prestigiosi.

Ovviamente, al guadagno loro occorre sottrarre i costi di gestione se si possiede una Partita Iva (nel prossimo paragrafo parleremo di questo).

Secondo una stima dell’Agenzia di lavoro interinale Adecco, lo stipendio medio è di circa 22-25.000 euro l’anno.

Per fare il Social media manager serve la partita iva?

La Partita Iva per il Social media manager si rende necessaria se i compensi superano i 5mila euro lordi l’anno e se si tratta di attività continuativa. Inoltre, se il datore di lavoro ci assume tramite contratto, quindi siamo un suo dipendente a tutti gli effetti, la Partita Iva non è necessaria.

Tuttavia, generalmente questa figura è un libero professionista che lavora con più committenti. Quindi, di solito, possiede Partita Iva.

Il codice ATECO è

73.11.01 – ideazione di campagne pubblicitarie

La procedura può anche essere eseguita da soli, ma il consiglio è quello di affidarsi a uno studio commercialista, per farsi seguire anche nel corso dell’attività per le incombenze fiscali e tributarie.

Se già si possiede Partita Iva, basterà aggiungere solo quel Codice Ateco.

Sbocchi lavorativi di un Social media manager

Quali sono gli sbocchi lavorativi di un Social media manager? Può lavorare in tanti ambiti diversi e quindi tipi diversi di datori di lavoro. Come:

  • Istituzioni (ente locale, Governo, Ministero, Museo, ecc.);
  • Aziende di piccole, medie e grandi dimensioni (multinazionali, aziende pubbliche, SPA, cooperative, ecc.);
  • Negozi al dettaglio;
  • Società di servizi;
  • Attori;
  • Calciatori;
  • Registi;
  • Politici;
  • Artisti (fotografi, pittori, scultori, poeti, scrittori, ecc.)
  • ecc.

Conviene fare il Social Media Manager? Vantaggi e svantaggi

Tiriamo le somme e vediamo quali sono i Pro e i Contro dei Social Media Manager:

a) Vantaggi di fare il Social Media Manager:

  • Lavoro molto creativo, stimolante e dinamico, volto sempre a trovare le parole giuste e le giuste soluzioni;
  • Tanti sbocchi lavorativi, visto che non esiste ambito che non necessiti di un Social Media Manager;
  • Ottime possibilità di guadagno e di lavorare comodamente dal proprio domicilio in smart working.

b) Svantaggi di fare il Social Media Manager:

  • Orari flessibili, weekend e festivi inclusi;
  • Occorre entrare in simbiosi con il proprio datore di lavoro e confrontarsi costantemente con altre figure in caso di aziende grandi;
  • Spesso il guadagno non è commisurato al lavoro effettivamente svolto, soprattutto nei primi anni di carriera;
  • Necessità di aggiornarsi continuamente, sui Social da adoperare e gli strumenti utilizzati.

Qui abbiamo parlato di come diventare giornalista.

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