Diventare Veterinario conviene? Come fare, stipendio, requisiti, aprire clinica privata

Diventare Veterinario conviene? Come fare, stipendio, requisiti, aprire clinica privata

In questa guida completa vediamo come diventare veterinario, quale titolo di studi serve, quanto guadagna, i requisiti, come aprire clinica.

Molti appassionati di animali vorrebbero trasformare questa loro passione verso gli “amici a 4 zampe” in una professione vera e propria. Pertanto, si chiedono come diventare Veterinario.

Ovviamente, la passione da sola non basta, ma servono anche degli studi universitari specifici. Del resto, parliamo di esseri viventi non forniti di capacità verbali. Pertanto, al netto della strumentazione tecnologica e delle analisi cliniche, il veterinario deve essere bravo a interpretare il loro malessere.

Di seguito, vediamo dunque come diventare veterinario, quale titolo di studi serve per fare il veterinario, quanto guadagna un veterinario, i requisiti, se conviene davvero svolgere questa professione.

Cosa fa un veterinario

Prima di vedere come diventare veterinario, vediamo quali mansioni svolge:

  • fa da consulente per gli allevamenti e per le aziende che producono mangimi;
  • tiene in cura sia gli animali da compagnia che quelli da reddito (cioè gli animali utilizzati per lavorare);
  • monitora le fasi di macellazione per verificarne il corretto svolgimento rispetto agli standard previsti dalla legge;
  • è in grado di effettuare prelievi di sangue e di leggere le analisi cliniche;
  • è in grado di lavorare nelle cliniche pubbliche, private e di emergenza, anche nei festivi e nelle ore notturne;
  • esegue visite ispettive periodiche negli stabilimenti che si occupano di produzione di alimenti di origine animale;
  • progetta e realizza piani aziendali per il controllo qualità della produzione agroalimentare (certificazione HACCP).

Quale titolo di studi serve per diventare veterinario

Per svolgere il lavoro di veterinario serve una laurea specifica: Medicina veterinaria (codice LM42). Ogni anno il MIUR pubblica l’elenco dei posti per cui concorrere nei diversi atenei italiani. Occorre però prima superare un test d’ingresso, che generalmente si svolge a settembre, come avviene per altri atenei.

Queste le materie da studiare per la laurea in Medicina veterinaria:

  • biochimica
  • zoologia e botanica
  • anatomia veterinaria e anatomia patologica veterinaria
  • istologia, embriologia e anatomia microscopica
  • fisiologia e nutrizione animale
  • microbiologia e immunologia veterinaria
  • genetica animale applicata
  • patologia generale, fisiopatologia e parassitologia veterinaria
  • farmacologia veterinaria
  • industrie alimentari e controllo degli alimenti
  • malattie infettive degli animali
  • anestesiologia, medicina operatoria e clinica chirurgica veterinaria
  • tossicologia veterinaria e applicata alla sicurezza alimentare
  • diagnostica chirurgica e radiologia veterinaria
  • medicina comportamentale veterinaria e zooantropologia
  • nutrizione clinica e formulazione di alimenti per animali domestici

La laurea prevede il conseguimento di 300 CFU, per un totale di 29-30 esami. La laurea prevede 3 anni prevalentemente teorici, per apprendere le nozioni principali di questa professione. Mentre l’ultimo biennio è dedicato a una serie di tirocini pratici obbligatori in ispezione degli alimenti, chirurgia veterinaria e clinica medica. Per acquisire già una prima “esperienza sul campo“.

Di recente, è stato anche abolito l’esame di Stato che abilitava all’esercizio della professione di Veterinaria, con iscrizione all’apposito Ordine. Quindi, una volta laureati, si è già abilitati a lavorare, iscritti in automatico all’Ordine Veterinario della Fnovi – Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani.

Tuttavia, su questo punto è meglio sempre aggiornarsi sulle nuove disposizioni, perché non si esclude una sua re-introduzione decisa dal governo in carica di turno.

Dopo la laurea ci si può ulteriormente specializzare con Master.

Quali sono le materie del test d’ingresso in Medicina Veterinaria

Come funziona il test d’ingresso per entrare in Medicina veterinaria? Esso consta di 60 domande. Riguardo le risposte, il punteggio attribuito è il seguente:

  • a ogni risposta corretta vengono assegnati 1,5 punti;
  • a ogni risposta errata vengono sottratti 0,4 punti;
  • in caso di mancata risposta, il punteggio è 0.

Ecco le materie oggetto del test, per ciascuna ci sarà un numero diverso di quesiti:

  • chimica
  • ragionamento logico
  • comprensione e cultura generale
  • fisica e matematica
  • biologia

Sarà poi stilata una graduatoria in base al punteggio ottenuto e occorre sperare che ci siano posti a sufficienza per entrare. E’ poi importante sapere che le graduatorie sono suddivise per ateneo, dato che, al momento dell’iscrizione al test, occorre anche scegliere la sede in cui si vorrebbe conseguire la laurea.

Cosa fare se non si supera il test d’ingresso per Medicina Veterinaria

Una buona alternativa potrebbe essere quella di iscriversi a un corso di laurea che abbia vari esami in comune con Medicina Veterinaria, così poi da ripetere il test d’ingresso l’anno seguente o negli anni seguenti e non perdere tempo vano. Così, in caso di superamento del test, sarà possibile farsi convalidare gli esami in comune.

Ecco l’elenco delle lauree simili a Veterinaria:

  • scienze e tecnologie animali
  • scienze animali e produzioni alimentari
  • produzioni e gestioni degli animali in allevamento e selvatici
  • allevamento e benessere animale
  • tecnologie, igiene e sanità degli allevamenti estensivi ecocompatibili
  • acquacoltura e ittiopatologia
  • tecniche di allevamento animale ed educazione cinofila

Quali sono gli sbocchi lavorativi di un veterinario

La figura del veterinario può lavorare in svariati contesti, come intuibile dall’elenco fornito nel primo paragrafo relativo alle mansioni svolte.

Un veterinario può lavorare nelle cliniche pubbliche e in quelle private, così come in strutture come le ASL nelle vesti di ispettore. Inoltre, può lavorare sia come dipendente che come lavoratore autonomo. Svolgere mansioni di ispettore, consulente, curatore, analista.

In quest’ultimo caso dovrà anche aprire Partita Iva, se è il lavoro prevalente, svolto in modo continuativo e se supera i 5mila euro lordi annui. Il codice ATECO sarà “75.00.00 (Servizi Veterinari)“. La Partita Iva si renderà obbligatoria anche in caso si voglia aprire una clinica propria.

Ecco i principali contesti professionali dove può lavorare:

  • ambulatori e studi veterinari
  • cliniche veterinarie
  • laboratori veterinari di analisi
  • aziende agroalimentari
  • centri di recupero per animali selvatici (C.R.A.S.)
  • aziende farmaceutiche
  • enti parchi (il veterinario si occupa di monitoraggio e censimento delle popolazioni selvatiche)
  • aziende di mangimi
  • ASL (in tre sottocategorie: nell’area A – sanità animale, nell’area B – ispezione e controllo degli alimenti di origine animale e nell’area C – benessere animale)
  • istituti zooprofilattici sperimentali

Quali sono i requisiti per fare il veterinario

I requisiti da rispettare sono sostanzialmente tre:

  • passione e sensibilità per il mondo animale: può sembrare scontato, ma è il primo requisito di base. Ciò significa non solo fare una siringa, visitargli occhi e denti o controllargli zampette e addome. Ma anche lavorare in contesti igienicamente più provanti, assistere a scene molto tristi e toccanti, ecc.;
  • studi universitari adeguati per acquisire le conoscenze teorico-pratiche;
  • massima scrupolosità: si tratta di un lavoro molto certosino e coscienzioso, giacché si ha a che fare con la salute degli animali affidati dal proprietario. Ma anche quando si svolge lavoro di consulenza e ispezione nei macelli, negli allevamenti o nelle strutture ricettive. Anche perché, in questi ultimi casi, si danneggia anche la salute di chi li consuma.

Quanto guadagna un veterinario: lo stipendio

Per quanto si possa essere appassionati di animali, è anche giusto pensare a una gratifica economica adeguata. Ovviamente, si può parlare di stipendi medi, perché molto dipende se si è autonomi o dipendenti e dal tipo di lavoro che si svolge.

Stando a un’indagine della Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani:

  • il reddito medio annuo di tutti i veterinari si aggira intorno ai 38.500 euro;
  • il reddito annuo nel settore industriale è molto più alto, dato lo spessore del proprio ruolo: 55.000 euro;
  • Il reddito medio per chi lavora nel pubblico si abbassa intorno ai 44.000 euro.

A pesare è anche l’esperienza, visto che gli Under 30 guadagnano mediamente circa 21.300 euro all’anno. Mentre superano i 40.500 euro per gli Over 40.

Non mancano però disparità di genere, addirittura del 28%. La media degli stipendi percepiti dagli uomini si attesta su 45.800 euro annui, mentre per le donne si aggira sui 32.900 euro all’anno.

Come aprire una Clinica o un Ambulatorio di veterinaria

Per quanti decidono di mettersi in proprio e aprire una struttura veterinaria, è bene sapere che esistono varie tipologie di strutture. Ciascuna con propri compiti e obblighi da rispettare:

  • Studio veterinario: visita l’animale prescrivendo terapie ed eventuali esami e analisi. Agisce in modo privato e personale. Tale struttura non è soggetta ad autorizzazione sanitaria.
  • Ambulatorio veterinario: struttura che visita gli animali solo di giorno, senza possibilità di ricovero notturno, prescrivendo eventuali terapie ed eseguendo in loco esami e prelievi. Prevede la figura di medici veterinari generici e specialisti.
  • Clinica veterinaria: rispetto alla prima, svolge anche funzioni di ricovero notturno per gli animali. Si eseguono anche operazioni chirurgiche o analisi cliniche;
  • Ospedale veterinario: oltre alla degenza notturna, svolge anche servizio di pronto soccorso H24. E’ di fatti la struttura più completa;
  • Laboratorio di analisi veterinaria: struttura preposta esclusivamente alle analisi e indagini diagnostiche strumentali di carattere fisico, chimico, immunologico, virologico, microbiologico, citologico e istologico su liquidi e/o materiali biologici animali. Con rilascio di relativi referti. Si rivolgono ad esso privati o strutture che non hanno le attrezzature e i permessi per eseguirli. Nel laboratorio veterinari di analisi veterinarie non è però consentito alcun tipo di attività clinica o chirurgica su animali.

A prescindere dall’attività che si intende aprire, da soli o in società, occorre aprire la Partita Iva (come detto, il codice ATECO è il numero “75.00.00 – Servizi Veterinari“). Occorrerà poi segnalare la nuova attività allo sportello regionale per le attività produttive, al Comune sul cui territorio la struttura ricade, richiedere le dovute autorizzazioni all’ASL territoriale, ma anche il nulla osta da parte del comando dei vigili del fuoco in merito alla normativa anti-incendio.

Occorrerà poi valutare tutti i costi relativi all’affitto di un locale, alla sua ristrutturazione, all’arredamento, all’acquisizione di apparecchiature e dispositivi per svolgere il lavoro (che richiedono poi manutenzione e rifornimento continuo), all’assunzione di personale dipendente (con relativa comunicazione all’INPS e all’INAIL), ecc.

Un buon modo per abbattere i costi potrebbe essere quello di aprire una clinica veterinaria in franchising, col vantaggio anche di ottenere già molte licenze come affiliato e l’assistenza. Tra gli svantaggi troviamo la quasi nulla autonomia decisoria.

Conviene diventare veterinario? Vantaggi e svantaggi

Vediamo quali sono i pro e i contro di lavorare come veterinario.

a) Vantaggi di diventare veterinario:

  1. Parliamo di una professione sempre più qualificata e riconosciuta, alla luce dell’attenzione verso gli animali domestici ma anche per le leggi sempre più stringenti nel settore industriale e alimentare;
  2. Lo stipendio è generalmente gratificante una volta avviata la professione, con possibilità di crescita futura;
  3. Si tratta di un lavoro appassionante ed emotivamente coinvolgente.

b) Svantaggi di diventare veterinario:

  1. Lavoro spesso a contatto con contesti provanti, igienicamente complicati, emotivamente estremamente coinvolgenti. Ci si potrebbe abituare col tempo ma i primi tempi potrebbero essere duri;
  2. Entrare in Medicina veterinaria è molto difficile, complici i pochi posti disponibili ogni anno a fronte del numero elevato di chi prova a fare il test. Si parla di 1 partecipante su 10 che riesce a entrare;
  3. Lo stipendio cambia molto in base al contesto in cui si lavora. Come visto, il più gratificante è quello industriale mentre alla fine della graduatoria abbiamo il semplice dipendente di un Laboratorio. Per quanti decideranno di aprire una propria struttura, molto dipenderà dal numero di clienti annui, perché i costi di sicuro non mancano.

Qui abbiamo parlato di come aprire una toelettatura.

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