Diventare Personal trainer conviene? Come fare, stipendio, requisiti, laurea e Partita Iva

Diventare Personal trainer conviene? Come fare, stipendio, requisiti, laurea e Partita Iva

In questa guida completa vediamo come diventare Personal trainer, se serve la laurea, quanto guadagna, i costi, i principali sbocchi.

Diventare Personal trainer è un’ambizione di molti, soprattutto quanti sono appassionati di Fitness, giacché in questo modo possono tramutare tale passione in un lavoro, restando a contatto con gli altri e venendo gratificati dai progressi delle persone che seguono.

In questa guida completa vediamo meglio chi è cosa fa un Personal trainer, cosa serve per diventare un personal trainer, se è obbligatorio o meno avere una laurea, quanto guadagna, quanto costa formarsi come Personal trainer e i principali sbocchi lavorativi.

Chi è e cosa fa un Personal trainer

Per Personal trainer (traducibile in allenatore personale) si intende colui che segue personalmente una persona in tutte le fasi della sua attività fisica e motoria, assicurandosi che svolga correttamente gli esercizi, impostando una road map con delle tappe e obiettivi, mostrandogli come iniziare un esercizio e correggendo eventuali errori di postura e di movimento.

Ci sono pure personal trainer che fungono anche da nutrizionisti, dettando quindi anche le linee guida della loro alimentazione, altro fattore fondamentale per la buona riuscita del proprio miglioramento fisico.

Il risultato finale che il Personal trainer si prefissa è che il cliente in questione alla fine modelli, tonifichi e sviluppi specifiche fasce muscolari per ottener il fisico tanto agognato. Ma sempre in linea con le proprie possibilità e le proprie caratteristiche personali (età anagrafica, genere, eventuali patologie, formazione fisica, ecc).

La struttura dove in genere opera un personal trainer è la palestra, risultandone collaboratore esterno, dipendente stipendiato o proprietario.

Tuttavia, non mancano personal trainer che operano all’aria aperta (soprattutto in parchi pubblici, eseguendo il cosiddetto workout) ma anche online. Con corsi e-learning dove dimostrano gli esercizi da fare tramite webcam. Caricando dei video che gli utenti possono guardare quando vogliono, gratuiti o a pagamento. Ma anche con dirette streaming, indirizzate a un singolo allievo o a più persone. Avranno a tal fine un profilo Social (soprattutto Youtube) ma anche un sito web personale.

Quali sono i requisiti per fare il Personal trainer

Il Personal trainer deve in primis avere tanta passione per il settore del fitness. Deve inoltre conoscerlo approfonditamente, magari provenendo da anni di esercizi ed allenamenti eseguiti a sua volta in modo corretto. Ci sono sia gli autodidatti che quanti sono stati a loro volta seguiti da un personal trainer, o, quanto meno, da figure che li indirizzassero correttamente al tipo di esercizio da eseguire e il suo svolgimento.

Meglio ancora, però, che si sia formato anche teoricamente, possibilmente conseguendo una Laurea in Scienze motorie o seguendo comunque dei corsi di formazione specifici. Del resto, avere un attestato che certifichi le proprie competenze è anche un biglietto da visita per i potenziali clienti. Anche perché occorre conoscere bene le esigenze fisiche di ciascuno, giacché si parla sempre di sforzi che vanno a interessare organi delicati come cuore e polmoni. Così come la circolazione sanguigna.

Un titolo di studio adeguato si rende pressoché obbligatorio quando, oltre a seguire l’aspetto prettamente muscolare, si indirizzano le persone anche dal punto di vista nutrizionale. Infatti, qui la vicenda si fa ancora più delicata, e sarebbe opportuno conseguire una laurea specifica, come quella in Biologia o Scienze nutrizionali.

Esistono altri requisiti di natura caratteriale, che possono essere considerati delle soft skills, ma in realtà sono altrettanto fondamentali, giacché sottendono la riuscita o meno della propria professione. Un allenatore personale deve infatti avere:

  1. capacità di leadership: per invogliare e stimolare le persone a raggiungere degli obiettivi con gradualità e a reggere il peso (in tutti i sensi) di intoppi, fallimenti, e così via. Evitando così che l’allievo si scoraggi, perda la fiducia o voglia ottenere subito dei risultati. Dovrà essere un leader persuasivo, incoraggiante, e non certo aggressivo o autoritario (insomma, evitare di essere come il Sergente Maggiore Hartman visto in Full Metal Jacket);
  2. personalità estroversa e allegra: poiché i clienti non dovranno sentire il momento dell’allenamento come un incubo o un peso. Bensì un momento piacevole, perfino arrivando a non vedere l’ora di allenarsi;
  3. buona dose di empatia: occorre anche essere un po’ psicologi, mettersi nei panni degli altri per capirne ambizioni, problematiche, freni inibitori, ecc.

Occorre sempre tenere presente che un consiglio sbagliato può danneggiare pesantemente gli altri, tra movimenti sbagliati e sforzi eccessivi. Si rischia così dal piccolo infortunio che dura qualche giorno fino a danni molto gravi al cuore o alle ossa.

Si tratta dunque di una professione olistica, che tocca più discipline:

  • anatomia umana
  • traumatologia
  • psicologia dello sport
  • nutrizione

Per fare il Personal trainer è obbligatoria la laurea?

No, non ci sono leggi che obbligano a possedere una laurea per svolgere questa professione. Tuttavia, come detto, può essere sicuramente utile seguire un percorso accademico che affini e implementi le proprie conoscenze o le infonda quando si parte da zero.

Inoltre, avere un pezzo di carta è un biglietto da visita importante per i clienti ma anche per le strutture presso cui si vuole lavorare, giacché fa sicuramente curriculum.

In sostituzione di una laurea (che è un percorso lungo e più oneroso), esistono comunque anche dei corsi di formazione. L’importante è sempre quello di seguire corsi eseguiti da enti certificati e autorizzati e informandosi anche sul programma che prevedono, onde evitare poi un inutile spreco di soldi e tempo.

Quale Laurea serve per diventare Personal trainer?

La laurea in Scienze Motorie (L-22) – che può conferire anche sbocchi come insegnante di Educazione fisica nelle scuole (qui abbiamo parlato di come diventare insegnante) – dura tre anni e consta di circa 12 materie di esame. Infine, occorre esporre una tesi di laurea alla fine del percorso. In alternativa c’è il Corso di Laurea in Scienza e Tecnica dello Sport (LM-68).

Non mancano comunque anche Università telematiche – In Italia ce ne sono 11 – tutte università telematiche riconosciute dal MIUR e sono state sottoposte alla valutazione da parte dell’ANVUR.

Rispetto a quelle tradizionali non prevedono un test di ingresso, né l’obbligo di frequenza e hanno il vantaggio di poter seguire le lezioni online nei modi e nei tempi che si preferiscono. Ideali soprattutto per quanti lavorano o non hanno atenei nelle vicinanze della propria abitazione.

Su Atenei online è possibile trovare un elenco completo degli atenei che consentono di conseguire la Laurea in Scienze Motorie. Dove è anche possibile trovare i corsi di laurea per diventare anche nutrizionista.

Per fare il Personal trainer serve la Partita Iva?

La risposta è: dipende. Se si lavora come dipendente presso una struttura (almeno che non si aggiri la cosa collaborando come professionista esterno e autonomo, rientrando nei tanti casi di “finta Partita Iva”) o se si tratta di un’attività occasionale che svolgiamo nel tempo libero, allora no.

Tuttavia, se si tratta di un lavoro che svolgiamo con continuità, principale e il guadagno annuo supera i 5mila euro lordi, allora avere la Partita Iva diventa obbligatorio. Così come occorre se abbiamo dei guadagni derivanti dalle pubblicità dei banner ai nostri video.

Esiste comunque la possibilità di optare per un Regime forfettario, se non si supera un’entrata annua specifica (80mila euro al momento della scrittura), ottenendo così alcuni benefici, a partire da un esborso Irpef più basso (15%, la cosiddetta Flat tax).

Certo, non mancano costi vari che rendono la Partita Iva pesante se si guadagnano cifre medio-basse, per esempio pari o inferiore ai 10mila euro annui.

Il Codice Ateco per questa professione è 85.51.00.

Comunque, il consiglio è quello di farsi seguire da uno studio commercialista perché gli errori del fai da te sono sempre dietro l’angolo.

Quanto guadagna un Personal trainer: lo stipendio

Dare una cifra esatta di quanto guadagna un Personal trainer non è facile, poiché, come visto, può lavorare in tante modalità. E negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede quella online.

In linea di massima, possiamo dire che le tariffe vanno dai 30 agli 80 euro all’ora per corsista. Le cifre dipendono da cosa prevede ciascuna seduta, se per esempio il professionista elabora anche delle diete da seguire, ecc.

Non manca chi preferisce caricare dei video online su Youtube accessibili a tutti, guadagnando magari sulle pubblicità che appaiono (i banner Google). Oppure offrendo dei video a pagamento su una piattaforma che si sbloccano e sono visualizzabili solo dietro pagamento.

Ci sono anche personal trainer dipendenti di una struttura, percependo così uno stipendio mensile. Le cui cifre possono variare in base alla sua esperienza, se è una personalità rinomata assunta anche come testimonial per attirare clienti, se il pagamento prevede una quota fissa e un’altra in base alle persone seguite, ecc.

Infine, si possono anche arrotondare i guadagni vendendo prodotti, magari tramite affiliazione Amazon (abbiamo parlato di come funziona l’affiliazione Amazon qui) o diventando rappresentante di una società. Si pensi alla vendita di bibite, snack o attrezzi e accessori per eseguire gli esercizi a casa o all’aria aperta.

Quali sono gli sbocchi lavorativi di un personal trainer

Ecco i principali sbocchi lavorativi di un personal trainer.

a) Lavorare in strutture

  • palestre
  • circoli sportivi
  • villaggi turistici
  • centri wellness e fitness

b) In smart working

  • a casa o all’aria aperta a distanza (corso online)
  • a domicilio dell’allievo

c) Insegnante di educazione fisica a scuola

d) Docente universitario

Quanto costa diventare Personal trainer

I costi sono molto variabili e dipendono da quanto ci si voglia specializzare. Si va dal Personal trainer fai da te, che è diventato esperto di fitness semplicemente perché proviene da anni di palestra. Per cui la sua esperienza se l’è fatta sul campo e l’unico costo sostenuto è stato quello di iscriversi ogni anno in palestra (in genere un abbonamento annuale oscilla tra i 30 e gli 80 euro, poi dipende da tanti fattori). Almeno che non si abbia avuta pure la fortuna di essersi allenati nella palestra di parenti o amici, aggirando così anche questo costo.

Se invece si decide di frequentare un corso di formazione, il costo sarà di alcune centinaia di euro, in base alla durata, le materie trattate, se si tiene online o in presenza, dal prestigio dell’ente che lo organizza e dei docenti, ecc. Si va dai 200 agli 800 euro circa.

I costi lievitano ulteriormente se si decide di laurearsi, tra materiale didattico, rette universitarie, spese di trasporto per raggiungere la sede, affitto se si studia da fuori sede, ecc. Si parla qui di alcune migliaia di euro.

Diventare Personal trainer conviene? Vantaggi e svantaggi

Traiamo le conclusioni su questa professione, sempre più in voga in una società sempre più spinta all’edonismo ma anche alla consapevolezza sulla buona salute e i corretti stili di vita.

a) Vantaggi di fare il Personal trainer

Tra i principali vantaggi di diventare Personal trainer troviamo la possibilità di fare della propria passione per lo sport e il fitness un lavoro. Così come la possibilità di stare con gli altri e venire gratificati dai loro successi. E’ anche un lavoro stimolante oltre che ovviamente molto dinamico, poiché ci si concentra per la buona riuscita di un obiettivo da parte di una persona. Ci si può migliorare costantemente traendo insegnamenti dai fallimenti e dagli errori, al fine di non ripeterli in futuro con altri allievi.

b) Svantaggi di fare il Personal trainer

Tra i principali svantaggi troviamo il fatto che si tratti di un lavoro il più delle volte precario e spesso non pagato quanto si meriti. Altro svantaggio è che si tratti di un lavoro che si basa anche molto sulle mode e sulle tendenze, quindi bisogna sempre aggiornarsi su cosa vuole il mercato. Infine, si avrà a che fare con tante tipologie di persone diverse, quindi bisognerà sempre approcciare specifici percorsi spesso anche fatti di ostacoli e incomprensioni.

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