Diventare giornalista conviene? Come fare, stipendio, requisiti, differenze pubblicista e professionista

Diventare giornalista conviene? Come fare, stipendio, requisiti, differenze pubblicista e professionista

In questa guida completa vediamo come diventare giornalista professionista e pubblicista, lo stipendio, i requisiti, se conviene davvero.

Diventare giornalista è il sogno di molti, soprattutto chi ha la passione per la scrittura, la sete di verità, ama viaggiare, e così via.

Tutto dipende anche dal settore scelto, dal media per il quale si lavora (carta stampata, siti web, televisione, radio, ecc.), se si desidera essere un giornalista professionista o pubblicista, e così via. Infatti, le differenze sono tante in termini di stipendio, requisiti, argomenti.

Di seguito approcciamo un discorso generale e vediamo cosa fa un giornalista, quali sono i requisiti, le differenze tra giornalista pubblicista e professionista, lo stipendio percepito, come iscriversi all’Ordine dei giornalisti, se conviene fare il giornalista, ecc.

Cosa fa un giornalista

Il giornalista è un professionista che lavora nel settore dell’informazione, scrivendo articoli, realizzando inchieste scritte o video (o reportage), producendo servizi sul luogo dell’accaduto.

Può procacciare in maniera indipendente le notizie in base al proprio fiuto per la notizia o vedersela assegnata da un caporedattore. Può lavorare in maniera completamente autonoma per un proprio network o spazio editoriale; oppure lavorare come dipendente per una società; o, ancora, lavorare come freelance per più redazioni.

Il giornalista può operare in più modi:

  • tramite la scrittura;
  • producendo video (videoreporter);
  • scattando foto (fotoreporter);
  • in più modi combinati.

I giornalisti professionisti sono regolarmente iscritti all’albo e devono attenersi a un preciso codice deontologico. Pur potendo contare sulla libertà di informazione, sancita dalla costituzione italiana e regolata dall’articolo 2 della legge del 1963. E’ anche vero, però, che la libertà d’informazione è spesso messa in discussione nel nostro paese, tanto che siamo molto indietro nella classifica dei paesi per libertà d’informazione tra minacce, censure e pressioni.

Come diventare giornalista professionista

Per diventare giornalista professionista, occorre procedere con il seguente iter:

  1. praticantato di 18 mesi presso una redazione giornalistica, dimostrabile con copie di articoli scritti, servizi video, fotografie, ecc. O, in alternativa, frequentare le scuole di giornalismo biennali riconosciute dall’Ordine dei Giornalisti;
  2. partecipazione a uno dei percorsi di formazione della durata di almeno 45 ore promossi dal Consiglio Nazionale o dai Consigli Regionali dell’Ordine dei Giornalisti;
  3. superamento dell’esame di Stato per l’acquisizione dell’idoneità professionale.

Per fare il giornalista serve la laurea?

No, la professione di giornalista non prevede l’obbligo di aver conseguito una laurea. Tuttavia, se invece si opta per la frequentazione di scuole di giornalismo, come visto alternative al praticantato di 18 mesi, è invece necessaria la laurea per iscriversi.

Requisiti per iscriversi all’Ordine dei giornalisti professionisti

Per iscriversi all’ordine dei giornalisti occorre avere i seguenti requisiti:

  • pieno godimento dei diritti penali e civili (dunque assenza di precedenti penali, occorre infatti produrre il casellario giudiziario all’atto della domanda di iscrizione);
  • cittadinanza italiana;
  • versamento della tassa di concessione governativa.
  • Prima di svolgere i 18 mesi di praticantato, bisogna iscriversi nel registro dei praticanti. Il periodo di tirocinio, infatti, deve essere certificato da una dichiarazione del direttore della redazione presso cui viene effettuato.

Come fare il tirocinio da giornalista

Occorre iscriversi a un apposito registro: per fare ciò occorre recarsi presso la sede competente dell’ordine dei giornalisti della propria regione. Ogni regione prevede proprie regole, ma in linea di massima due sono i documenti indispensabili:

  1. copia del contratto;
  2. dichiarazione di inizio praticantato firmata dal direttore responsabile della testata.
  3. Il praticante ha tempo tre anni dalla data di iscrizione al registro dei praticanti per eseguire l’esame di idoneità. Altrimenti sarà rimosso dal registro.

Come funziona l’esame di Stato per ottenere il tesserino di giornalista professionista

I candidati vengono analizzati da una commissione composta da 7 membri, così suddivisi:

  • 5 sono giornalisti professionisti iscritti all’albo da almeno 10 anni;
  • 2 sono magistrati.

L’esame dura 8 ore ed è costituito da 2 prove: una scritta e una orale.

La prova scritta si divide a sua volta in tre fasi:

  1. sintesi di un articolo scelto dai commissari. Il testo non dovrà superare le 1800 battute spazi inclusi;
  2. compilazione di un questionario, composta da domande sull’attualità, in particolare su politica, economia e attualità. Non mancano però quesiti sulle regole della professione giornalistica;
  3. redazione di un articolo su argomenti di attualità, afferenti a politica interna, politica internazionale, economia-sindacato, cronaca, sport e cultura-spettacolo. Non dovrà superare le 2700 battute (spazi inclusi).

Gli elaborati sono giudicati sulla base di alcuni precisi parametri:

  1. forma adottata;
  2. chiarezza, vigore e obiettività dell’esposizione;
  3. struttura e proporzione fra le parti;
  4. qualità del contenuto;
  5. stile approcciato.

Il colloquio orale, invece, è pubblico e verte sulle seguenti materie:

  1. elementi di storia del giornalismo;
  2. elementi di sociologia e psicologia dell’opinione pubblica;
  3. tecnica e pratica di giornalismo;
  4. norme giuridiche riguardanti il giornalismo;
  5. etica professionale;
  6. i media nel sistema economico italiano.

Il candidato dovrà anche discutere alla commissione una tesina redatta e a loro inviata entro 5 giorni prima della data del colloquio orale. Si potrà scegliere un argomento a scelta tra i seguenti:

  • politica interna
  • politica estera
  • economia
  • costume
  • arte
  • spettacolo
  • moda

Contestualmente alla conclusione del colloquio orale, il presidente della commissione comunica anche l’esito delle prove scritte. Se l’esame sarà superato, sarà possibile l’iscrizione all’ordine dei giornalisti.

Una volta ottenuto il tanto agognato tesserino, occorre ogni anno pagare una quota di iscrizione all’Ordine e eseguire corsi di formazione obbligatori.

Come diventare giornalista pubblicista

Il percorso per diventare giornalista pubblicista è più breve e semplificato rispetto a quello previsto per i professionisti. Ciò in quanto si intende che i primi svolgano questo lavoro come attività secondaria, non esclusiva, magari temporanea.

Inoltre, rispetto all’acquisizione del patentino di giornalista professionista che ha rigide regole nazionali, il patentino da pubblicista è regolato su base regionale. Quindi ogni Ordine dei giornalisti prevede un proprio regolamento che cambia da regione a regione.

Alcuni passaggi sono comunque generali e uguali per tutti, come:

  1. possedere i requisiti di legge (assenza di precedenti penali, attestazione di versamento della tassa di concessione governativa);
  2. presentare gli articoli (in forma cartacea, video o fotografica), a firma del richiedente, pubblicati in giornali e periodici e i certificati dei direttori delle pubblicazioni, che comprovino l’attività pubblicistica regolarmente retribuita da almeno due anni;
  3. presentare in fotocopia l’eventuale contratto di collaborazione stipulato con la testata (o le testate) cui si collabora;
  4. presentare la documentazione dei compensi percepiti negli ultimi 24 mesi, in regola con le norme fiscali in materia.

Ciò che cambia tra gli OdG delle varie regioni è:

  • il numero effettivo degli articoli necessari;
  • la modulistica da allegare;
  • le tasse da pagare;
  • le modalità di ritiro della tessera.

Qui è possibile trovare l’elenco di tutti gli Ordini dei giornalisti di ogni regione.

Quale laurea scegliere per fare il giornalista?

Abbiamo detto che per fare il giornalista non è obbligatoria la laurea. Tuttavia, un percorso universitario può sicuramente aiutare per ottenere maggiori conoscenze e competenze nell’ambito in cui si intende lavorare. Oltre che per ottenere un linguaggio più tecnico e forbito.

Tra le lauree più adatte abbiamo Lettere, Scienze politiche, Relazioni internazionali, Giurisprudenza, Beni culturali, Sociologia, Lingue e letterature straniere, Economia, ecc.

Per quanto invece vogliono diventare fotoreporter o videomaker, potrebbe essere utile frequentare delle scuole professionali per affinare le tecniche di ripresa o fotografia.

Giornalista Freelance: cosa significa e cosa fa

Il giornalista Freelance (pubblicista o professionista) è colui che non lavora per un’unica redazione, ma per più redazioni. Generalmente ha Partita Iva o viene pagato tramite ritenuta d’acconto sui singoli lavori svolti (pur dovendo rispettare le regole previste, come il non superare certe somme e una certa continuità).

Il vantaggio è di essere autonomi, indipendenti, non legati a nessuna redazione. Magari si possono vendere gli articoli, le foto scattate o i video girati al miglior offerente. Lo svantaggio è che non è possibile calcolare uno stipendio fisso mensile, perché dipenderà dal lavoro svolto e da quanto ci è stato pagato.

Aprire una Partita Iva può restituire un’immagine di maggiore professionalità, cos’ come consente di pagare i contributi ai fini pensionistici. Sebbene poi occorra ottemperare vari obblighi fiscali. Il codice ATECO è 90.03.01.

Quali sono gli sbocchi lavorativi per un giornalista

Il giornalista ha diversi sbocchi lavorativi:

  • uffici stampa privati e pubblici;
  • agenzie di stampa;
  • agenzie di comunicazione digitali;
  • testate giornalistiche cartacee e online;
  • redazioni televisive;
  • web TV;
  • stazioni radio;
  • web radio.

Quanto guadagna un giornalista?

Naturalmente fornire degli importi è molto difficile, poiché dipende sempre dove si lavora, per chi si lavora, se si è pubblicisti o professionisti, se si lavora come Freelancer o dipendenti, dal proprio Curriculum vitae, dalla regione in cui si lavora, ecc.

Sicuramente il web ha da un lato moltiplicato le possibilità di lavorare come giornalisti, ma dall’altro ha molto dequalificato questa professione, con radicale abbassamento dei compensi. Non a caso, molti scelgono per questo la formula del Freelancer proprio per cercare di avere più introiti possibili e quindi assicurarsi un’entrata mensile dignitosa o importante.

La crisi della carta stampata è ormai nota da anni, così come i minori introiti offerti dal web rispetto a una decina di anni fa.

Occorre comunque aggiungere che il tesserino di giornalista consente di avere molte agevolazioni. Quali riduzioni su biglietti di viaggio, per la registrazione a una PEC, sconti per servizi bancari, sconti per corsi di inglese, riduzioni per i pernottamenti negli Hotel. Dipende dalle convenzioni stipulate con gli Ordini dei giornalisti della società con cui ci si rapporta.

Pertanto, il compenso mensile può oscillare da poche centinaia di euro a svariate migliaia di euro. Difficile però che si superi i 4mila euro annui lordi nei casi più estremi.

Conviene fare il giornalista?

La professione di giornalista è sicuramente affascinante, coinvolgente, appassionante. Permette di tramutare una propria passione in un lavoro. Se si viene retribuiti in modo adeguato, ancora meglio.

Come detto in precedenza, però, si tratta di una professione che in Italia viene anche molto bistrattata, poiché il più delle volte sottopagata, non riconosciuta a dovere, denigrata. Inoltre, quanti si occupano di politica e geopolitica, devono scontrarsi con la scarsa libertà d’informazione patita dal nostro paese. Dunque, occorre fare spesso i conti con censure e querele.

Pertanto, occorre tenere presenti vari aspetti. Non a caso, in molti scelgono la formula pubblicista perché più sciolta e di più facile accesso alla professione.

Conclusioni

Ricapitoliamo quanto detto fino ad ora.

  • Per essere giornalista professionista occorre aver svolto un tirocinio o aver seguito una scuola riconosciuta dall’Ordine dei giornalisti; infine svolgere l’esame di Stato per ottenere il tesserino (rimandiamo al paragrafo precedente nel quale abbiamo parlato di ciò).
  • Il giornalista pubblicista, invece, deve solo dimostrare di aver collaborato con continuità per una redazione. Ma alcune regole cambiano da regione a regione.
  • In entrambi i casi occorre poi essere in regola con la cittadinanza italiana, di fronte alla legge e pagare alcune tasse nazionali.
  • Non è obbligatorio in nessuno dei due casi essere laureato, almeno che si voglia seguire una scuola di giornalismo o si vogliano acquisire maggiori conoscenze linguistiche e tecniche sul campo in cui si intende lavorare.
  • Si può scegliere se lavorare come dipendente o come Freelance. Ciascun profilo comporta vantaggi e svantaggi economici e professionali.
  • Aprire una Partita Iva può conferire un aspetto più professionale e consente anche di pagarsi i contributi pensionistici. Di contro, comporta obblighi fiscali da tener presenti.
  • Nella scelta di intraprendere questa professione, occorre tenere presenti vari aspetti: la retribuzione spesso non giusta e adeguata, la censura, il rischio querele sempre dietro l’angolo, il rischio della propria incolumità e di quella dei propri cari se ci si occupa di argomenti delicati.

Qui abbiamo parlato di come diventare attore o attrice.

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