Diventare farmacista: come fare, stipendio, requisiti, se conviene

Diventare farmacista: come fare, stipendio, requisiti, se conviene

In questa guida completa vediamo quale titolo di studio serve per diventare farmacista, quanto guadagna, i requisiti, gli sbocchi, se conviene.

In molti, per passione o per esigenza, vorrebbero diventare farmacista. Un lavoro che richiede da un lato grande competenza perché spesso gli utenti chiedono consigli e si rivolgono per diversi problemi prima ai farmacisti (per risolvere per esempio problemi cutanei, influenze, disagi fisici, ecc.) e poi eventualmente al medico di base.

Ma dall’altro grande empatia e predisposizione verso gli altri, poiché si ha a che fare con decine di persone al giorno, talvolta con le richieste più assurde e polemiche evitabili.

Di seguito vediamo quale titolo di studio serve per diventare farmacista, quanto guadagna un farmacista, vantaggi e svantaggi di questa professione, i requisiti principali, gli sbocchi professionali, se conviene davvero intraprendere questo lavoro.

Come si diventa farmacista: titolo di studio e iter

Per poter fare il farmacista servono uno dei seguenti titoli di studio:

  1. Laurea magistrale in farmacia
  2. Laurea magistrale in Chimica e tecnologie farmaceutiche (CTF)

I due corsi sono entrambi afferenti alla classe di laurea specialistica S14 – Farmacia e Farmacia Industriale, ed entrambi sono a ciclo unico. per cui non è possibile conseguire una laurea in farmacia in 3 anni. Inoltre, per poter accedere ad entrambi serve un test d’ingresso.

Dopo la laurea, è previsto un Esame di Stato per ottenere l’abilitazione, indetto con cadenza annuale. Riguardo l’esame di stato, però, da tempo è in discussione la possibilità di abrogarlo, rendendo la laurea già abilitante. O comunque di una sua semplificazione (per esempio solo la prova orale). Su questo punto meglio aggiornarsi al momento.

Il superamento dell’Esame di Stato (o, se verrà davvero abrogato, il conseguimento della laurea), consente l’iscrizione all’albo dei farmacisti. Indispensabile per svolgere questa professione presso una farmacia privata, ospedaliera o comunale.

E’ anche possibile specializzarsi ulteriormente per incrementare le proprie possibilità occupazionali con vari corsi post-laurea. Quali per esempio in Farmacia:

  • ospedaliera
  • industriale
  • territoriale
  • di comunità
  • geriatrica
  • pediatrica
  • nutrizionale
  • in impresa farmaceutica
  • clinica

Non bisogna infine dimenticare che il farmacista è obbligato a partecipare ai corsi di formazione e aggiornamento ECM (Educazione Continua Medicina) anche quando sta lavorando e ha terminato l’iter di formazione obbligatorio previsto.

Cosa studiare per diventare farmacista: le materie

Se si sceglie il corso di laurea in Farmacia, le discipline di base sono:

  • farmacologia
  • anatomia umana
  • chimica
  • biochimica
  • tossicologia
  • chimica farmaceutica

Il corso di laurea in Chimica e tecnologia prevede all’ultimo anno la scelta di un indirizzo di specializzazione professionale. Al termine del percorso è previsto un esame di laurea che consiste nella discussione di una tesi sperimentale.

Il percorso formativo universitario include uno stage di 6 mesi in una farmacia aperta al pubblico oppure in una farmacia ospedaliera, proprio per prendere confidenza con la professione.

Differenze tra i titoli riguardano il tirocinio: per il corso di laurea in Farmacia è previsto durante il quinquennio, mentre per il corso di laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche è previsto al termine del percorso di studi.

Non mancano poi master post-laurea per specializzarsi ulteriormente, magari per chi vuole intraprendere mansioni di tipo manageriali o avviare una farmacia in proprio (fermo restando che dal 2017 non si è più obbligati a essere iscritti all’albo dei farmacisti per essere titolare).

Per quanto riguarda il test d’ingresso, invece, le materie contenute sono le seguenti:

  • Chimica
  • Biologia
  • Matematica
  • Fisica
  • Logica

Le domande sono così distribuite:

  • 15 domande di biologia
  • 15 domande di chimica
  • 7 domande di matematica
  • 7 domande di fisica
  • 6 domande di logica
  • 30 domande di inglese

Come per altri test d’ingresso universitari o concorsi pubblici, i punteggi sono così decisi:

  • 1 punto per ogni risposta corretta;
  • 0 punti per ogni risposta non data;
  • -0,25 punti per ogni risposta errata.

Esistono vari libri e corsi sia online che in sede per prepararsi.

Requisiti per fare il farmacista

I requisiti per svolgere la professione di farmacista sono principalmente due:

  1. la competenza tecnico-scientifica relativa ai farmaci e a tutti i prodotti venduti in una farmacia: cosmetici, pediatrici, per celiaci, occhiali da vista o da sole, accessori indossabili per persone allergiche, prodotti omeopatici, farmaci da banco senza prescrizione medica, ecc.;
  2. Saper effettuare esami medici di routine (come la verifica del peso, la misurazione della pressione, eseguire tamponi, test clinici come quello per il diabete), ecc.
  3. Si occupa dell’amministrazione e del magazzino della farmacia, per individuare per tempo prodotti mancanti o che stanno terminando;
  4. Saper utilizzare i terminali sia per prelevare i farmaci richiesti, sia per prenotare visite o eseguire il cambio medico, ecc.
  5. la predisposizione al prossimo: occorre essere empatici, pazienti, anche nelle ore di punta con maggiore affluenza. Quindi estrema capacità di gestione dello stress, anche verso i superiori e i colleghi (e i dipendenti se si è titolari della Farmacia).

Per quanto sia competente, il farmacista non deve mai sostituire il medico di base. E per problematiche più serie e avanzate, deve suggerire sempre una visita da parte di quest’ultimo

Sbocchi professionali per i farmacisti

I farmacisti possono lavorare presso farmacie private, quelle comunali (ovvero aperte e gestite pubblicamente da un ente locale, sebbene per lavorarci occorra passare per un concorso pubblico per titoli o esami) nelle parafarmacie, nelle ASL, nelle case di cura, nelle industrie o nelle case farmaceutiche, nelle aziende che producono cosmetici.

Altri sbocchi riguardano le Forze Armate, i Penitenziari, le amministrazioni pubbliche, negli stabilimenti produzione di premiscele e mangimi medicati, presso le Università come docente o ricercatore, ecc.

Pertanto, in alcuni casi basta anche la semplice candidatura portando un Cv, in altre dover passare per un concorso pubblico. In tutti i casi, sarà indispensabile essere abilitati alla professione tramite iscrizione all’albo dei farmacisti.

Quanto guadagna un farmacista: lo stipendio

Lo stipendio di un farmacista dipende sia dalle proprie competenze sia dal tipo di struttura o azienda presso cui lavora. In linea generale, se si lavora presso una farmacia (pubblica o privata), il guadagno mensile oscilla tra i 1.300 e i 1.800 euro netti mensili. Sebbene possa anche superare i 2mila euro per chi è inquadrato nel primo livello.

Per i farmacisti che operano all’interno degli ospedali lo stipendio medio si aggira intorno ai 2.450 euro netti al mese.

Per quanti sono invece loro stessi titolari di una farmacia, si arriva anche ai 10mila euro mensili, tenendo però conto di tutti i costi previsti e le variabili da tener presente.

Conviene fare il farmacista? Vantaggi e svantaggi

Come detto, per lavorare come farmacista serve tanta competenza poiché si ha a che fare con la salute delle persone e un consiglio sbagliato può infliggere danni agli altri. Oltre a far perdere credibilità all’esercizio e quindi perdita di clienti. E, alla luce della concorrenza agguerrita che ormai caratterizza pure questo campo, sarebbe un errore fatale.

Inoltre, serve tanta pazienza ed empatia soprattutto con l’utenza ma anche con colleghi e superiori.

Gli sbocchi professionali sono molteplici e riguardano sia l’ambito sanitario che industriale.

Lo stipendio è di fascia media, medio-bassa in base alla propria competenza, esperienza e contesto lavorativo.

Cosa serve per aprire una farmacia?

Ci siamo occupati dettagliatamente di questo discorso qui.

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