Diventare Avvocato conviene? Come fare, stipendio, costi, requisiti, rischi

Diventare Avvocato conviene? Come fare, stipendio, costi, requisiti, rischi

In questa guida vediamo come diventare avvocato, qual è lo stipendio, i costi, i rischi, vari tipi di avvocato.

Diventare avvocato è uno degli sbocchi principali di chi intraprende studi in Giurisprudenza. Oltre, ad essere, in generale, una delle professioni più diffuse in Italia. Soprattutto nelle grandi città.

Esistono vari tipi di avvocato, ciascuno con proprie competenze specifiche e iter formativi da intraprendere. Oltre, ovviamente, a diversi tipi di gratificazioni economiche.

Di seguito vediamo come si diventa avvocato, qual è lo stipendio tipo di un avvocato, i costi per diventare avvocato, i rischi legati a questa professione, ecc.

Come si diventa avvocato

Come immaginabile, l’iter per diventare avvocato è piuttosto lungo e complesso. E richiede abnegazione, caparbietà e pazienza. Parliamo infatti, di almeno 7-8 anni, se tutto fila liscio e senza intoppi. Altrimenti i tempi possono arrivare a toccare anche i 10 anni, se non oltre. Si pensi a quanti lavorano per mantenersi gli studi e hanno meno tempo di studiare. O alla difficoltà di superare alcuni esami, per cui ci si impiega più tempo. E così via.

Occorre infatti seguire queste 4 tappe:

  1. laurearsi in Giurisprudenza;
  2. svolgere 18 mesi del praticantato forense;
  3. sostenere un esame di Stato per potersi iscrivere all’Albo degli Avvocati;
  4. 69.10.10 – Attività degli studi legali.

Quali materie occorre studiare per diventare avvocato

Per quanto riguarda la laurea in Giurisprudenza, occorre iscriversi al Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Giurisprudenza. O, in alternativa, conseguire un doppio titolo nella formula 3+2; ovvero una Laurea Triennale in Giurisprudenza e Specialistica.

Le materie da studiare sono le seguenti:

  • Diritto pubblico;
  • Diritto privato;
  • Economia politica e dei mercati finanziari;
  • Diritto commerciale;
  • Diritto costituzionale;
  • Diritto internazionale;
  • Diritto penale;
  • Diritto civile;
  • Diritto dei contratti, dei prodotti digitali e dei dati;
  • Diritto tributario;
  • Diritto del lavoro;
  • Diritto societario e Corporate Finance Law;
  • Diritto sanzionatorio e processuale tributario;
  • Diritto bancario;
  • Diritto della proprietà intellettuale;
  • Diritto dell’UE con modulo sull’intelligenza artificiale per la Giustizia Europea.

Come funziona il tirocinio per diventare Avvocato

Per quanto riguarda il praticantato di 18 mesi, esso deve essere svolto presso lo studio di un avvocato abilitato da almeno 5 anni ed essere iscritti al registro speciale dei praticanti tenuto presso il Consiglio dell’Ordine di riferimento. Esso è fondamentale per acquisire le competenze teorico-pratiche tipiche della professione di avvocato. Oltre che acquisire quali sono i princìpi etici e le regole deontologiche del mestiere di avvocato. Infine, oltre al lavoro nello studio, si assisterà anche alle udienze civili e penali.

La frequenza minima è di 20 ore settimanali. Oltre al mero numero di ore, occorre svolgere il praticantato di avvocato con assiduità, diligenza, dignità, lealtà e riservatezza. Insomma, il tirocinante “non deve scaldare la sedia“.

Oltre a ciò, è obbligato a seguire dei corsi di formazione professionalizzanti tenuti da ordini e associazioni forensi.

Al tirocinio ordinario di 18 mesi, esistono però delle alternative “per accorciare” i tempi. Tuttavia, parliamo di contesti più professionalizzati e impegnativi. Pertanto, se è vero che si fa prima, è anche vero che l’impegno e la difficoltà raddoppia. Ovvero:

  • 12 mesi di studio presso una Scuola di Specializzazione;
  • 12 mesi di tirocinio presso uffici giudiziari, Avvocatura di Stato, Avvocatura Distrettuale dei Comuni o altri enti pubblici;
  • 6 mesi di praticantato presso uno studio legale internazionale situato all’interno dell’Unione Europea.

Come funziona l’Esame di Stato per diventare avvocato

Veniamo ora all’Esame di Stato per l’avvocatura, propedeucito per l’iscrizione all’Albo degli Avvocati. Tala esame si tiene ogni anno presso le sedi delle Corti di Appello italiane. E consta, al momento della scrittura, in una doppia prova orale dal carattere teorico-pratico.

a) Prima prova
La prima prova consiste nella risoluzione di un caso pratico e verte sulla discussione di un’applicazione pratica in una materia che viene scelta dal candidato stesso.
b) Seconda prova
La seconda prova dura tra i 45 e i 60 minuti a candidato e si svolge a circa 30 giorni di distanza dalla prima. Si divide a sua volta in 2 parti:

  1. la discussione di brevi questioni inerenti cinque materie preselezionate dal candidato;
  2. l’esame della conoscenza dell’ordinamento forense, compreso dei diritti e doveri di un avvocato.

Infine, occorrerà prestare giuramento presso il Tribunale.

Per fare l’avvocato serve la Partita Iva?

. O, almeno, se la professione è svolta in modo continuativo e abituale ciò è obbligatorio.

Per aprire la Partita Iva occorre compilare e inviare all’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12. In questo modello vanno inseriti i dati relativi al professionista e alla professione esercitata. Quindi i seguenti dati.

  • codice Ateco;
  • regime contabile da adottare;
  • cassa previdenziale.

Il Codice Ateco da scegliere è: “69.10.10 – Attività degli studi legali”. La buona notizia è che per l’apertura della Partita Iva per fare l’avvocato i costi sono contenuti e i tempi molto veloci. E’ importante anche avere una Posta Pec, anche questa dai costi annuali piuttosto bassi e facile da ottenere online.

Il suggerimento è quello di farsi aiutare da un commercialista o da un consulente fiscale, per evitare di sbagliare, anche per tutte le pratiche fiscali che verranno durante lo svolgimento di questa professione.

Come diventare avvocato della Corte di cassazione

Per diventare un avvocato cassazionista, ovvero della Corte di Cassazione, è necessario essere iscritti all’albo degli avvocati da un minimo di 8 anni e aver frequentato un corso di formazione specifico presso la scuola Superiore dell’Avvocatura, con relativo esame finale propedeutico per l’iscrizione all’albo dei patrocinanti in Cassazione.

In alternativa, basta essere iscritti all’albo degli avvocati da almeno 5 anni e aver svolto una pratica forense di minimo 5 anni presso un avvocato che esercita regolarmente il patrocinio davanti alla Corte di Cassazione. L’obbligo dell’esame finale resta invariato.

Come diventare avvocato dello Stato

Per diventare avvocato di Stato, cioè di una toga che difende gli interessi dello Stato, occorre superare il concorso bandito tramite decreto dall’Avvocato Generale sulla Gazzetta Ufficiale, che in quanto tale prevede un numero limitato di posti. Inoltre, non vi possono accedere tutti gli avvocati, ma nel bando occorre fare riferimento ai vari requisiti richiesti.

Si tratta di una carica di grande prestigio, equiparabile, in gergo calcistico, alla Nazionale per i calciatori. Forse seconda solo a un avvocato che si occupa di diritto internazionale.

Come diventare avvocato penalista

Per diventare avvocato penalista, uno dei più ambiti e diffusi tipi di avvocatura, non serve uno studio specifico. Ma solo tanta pratica presso uno studio penalista specializzato, oltre a partecipare alle udienze in tribunale.

In questo modo, si potranno ottenere quelle competente pratico-teoriche per diventare avvocato penalista. Il quale solitamente difende le cause relative alle accuse di aver commesso delitti o contravvenzioni.

Come diventare avvocato civilista, matrimonialista e divorzista

L’avvocato civilista è forse la tipologia di avvocato che si occupa di maggiori casi, molto differenti tra loro. Si parla anche di avvocato matrimonialista o divorzista, per quanti si occupano di questioni matrimoniali. Si parla delle seguenti materie:

  • Diritto di famiglia: divorzio, separazione, adozione, riconoscimento dei figli;
  • Successione: successioni ereditarie (controversie tra gli eredi o problemi legati al testamento);
  • Diritti legati alle proprietà immobiliari: proprietà di un’abitazione, affitto, locazione di un immobile;
  • Rapporti di vicinato;
  • Contratti e obbligazioni;
  • Diritto del lavoro;
  • Diritto commerciale;
  • Diritto notarile sugli immobili (trascrizioni o ipoteche, ecc.);
  • Incidenti stradali.

Anche in questo caso, il percorso formativo è simile agli altri ma a fare la differenza sarà la pratica in questo ambito, come visto molto vario.

Come diventare avvocato d’ufficio

L’avvocato d’ufficio non va confuso con il gratuito Patrocinio, che viene svolto da quanti sono disponibili a perorare la difesa di una persona senza ricevere compensi (quindi a titolo gratuito), perché magare il soggetto in questione non può permetterselo.

Infatti, l’avvocato d’ufficio viene assegnato a coloro che, durante una causa, non hanno scelto un avvocato che li difenda, contrariamente a quanto prevede la legge (articolo 97 del Codice di procedura penale) che obbliga sempre ad averne uno.

L’avvocato d’ufficio viene scelto dal giudice sulla base di elenchi predisposti dal Consiglio dell’Ordine forense, d’intesa con il Presidente del tribunale.

Per poter essere iscritti, l’avvocato deve aver partecipato ad almeno 10 udienze all’anno, con l’esclusione di quelle di semplice rinvio.

Occorrono poi tre condizioni:

  1. partecipazione a un corso di formazione biennale in materia di diritto penale (organizzato dal Consiglio dell’Ordine circondariale o da una Camera penale territoriale o dall’Unione delle Camere penali) di almeno 90 ore complessive ed con superamento di esame finale;
  2. essere iscritti all’albo degli avvocati da almeno 5 anni, con comprovata esperienza in materia penale;
  3. conseguimento del titolo di specialista di diritto penale.

La designazione dell’avvocato d’ufficio è regolata, che prevede:

La nomina del difensore d’ufficio avviene su richiesta dell’autorità giudiziaria investita della controversia e della polizia giudiziaria. In sintesi, l’assegnazione di un avvocato d’ufficio avviene così:

giudice, pubblico ministero e polizia giudiziaria – nel caso in cui devono compiere un atto per il quale è prevista l’assistenza del difensore, e la persona sottoposta alle indagini o l’imputato non hanno provveduto alla nomina di un avvocato di fiducia – danno avviso dell’atto al difensore d’ufficio e ne comunicano il nominativo all’Ufficio centralizzato.

Quali sono i requisiti per diventare avvocato

Oltre alla voglia di studiare tante materie inerenti al Diritto, alla passione per questa professione e alla voglia di aiutare il prossimo senza anteporre a ciò il vil denaro e i comportamenti scorretti per vincere le cause, occorrono anche requisiti stabiliti dalla Legge. Ovvero:

  • Essere cittadino italiano o di Stato appartenente all’Unione Europea;
  • Aver superato l’Esame di Stato per avvocato;
  • Avere il domicilio professionale nella circosrizione del tribunale dove ha sede il Consiglio dell’Ordine;
  • Godere del pieno esercizio dei diritti civili;
  • Non trovarsi in una delle condizioni di incompatibilità definite dall’articolo 18;
  • Non essere sottoposto all’esecuzione di pene detentive, misure cautelari o interdittive;
  • Non aver riportato condanne;
  • Avere una condotta irreprensibile, in linea con i canoni previsti dal codice deontologico forense.

Anche l’iscrizione all’albo degli avvocati, oltre al superamento di un esame di Stato, prevede la conservazione di certi comportamenti e titoli. Quindi, non vale la regola che, una volta entrati, si è sicuri di rimanerci. Ovvero:

  • Essere possessori di una partita IVA attiva;
  • Dimostrare l’utilizzo di locali e di un’utenza telefonica per lo svolgimento dell’attività Professionale, anche in associazione con altri colleghi;
  • Trattare un minimo di 5 affari all’anno: incarichi giudiziali e incarichi stragiudiziali come consulenze e pareri. Per i giovani a inizio carriera, che rischiano di non raggiungere tale soglia è prevista una deroga: rientrano infatti nel conteggio annuo anche gli incarichi assegnati da un altro avvocato, e non soltanto quelli conferiti direttamente dal cliente;
  • Titolarità di un indirizzo di posta elettronica certificata (comunicato al consiglio dell’Ordine);
  • Partecipare ai corsi di aggiornamento professionale;
  • Sottoscrivere una polizza assicurativa per la copertura della responsabilità civile determinata dall’esercizio della professione;
  • Pagare regolarmente i contribuiti al Consiglio dell’Ordine;
  • Corrispondere regolarmente i contributi alla Cassa di Previdenza Forense.

Il Consiglio dell’Ordine effettua delle verifiche ogni tre anni per stabilire che questi requisiti siano ancora conservati, servendosi del supporto degli enti previdenziali per reperire le giuste informazioni.

Come costituire un’Associazione di avvocati

L’articolo 4 della Legge 247 del 2012Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense’ stabilisce che gli avvocati possano operare anche in forma associativa. Sono riconosciute 3 forme associative:

  1. società di persone
  2. società di capitali
  3. società cooperative
    A prescindere dalla forma scelta, resta invece invariata la denominazione sociale, che dovrà essere sempre quella di ‘società tra avvocati’, in acronimo S.T.A.

Tutte le società sono riportate all’interno di un albo tenuto dall’Ordine territoriale della circoscrizione di riferimento.

Non è necessario che tutti i soci siano degli avvocati, ma possono anche essere iscritti ad albi di altre professioni e soci di capitali. Tuttavia, resta l’obbligo che 2/3 dei soci debba provenire da avvocati iscritti all’albo e da professionisti iscritti ad altri albi professionali. Un limite che non riguarda solo la reazione di una società, ma è obbligatorio anche nel corso dell’attività. Altrimenti si rischia lo scioglimento e la cancellazione dall’albo.

Ma questo non è l’unico obbligo. Una società di avvocati deve rispettare altre condizioni:

  • la maggioranza dei membri deve essere composta da soci avvocati;
  • i componenti non possono essere estranei alla compagine sociale;
  • i soci professionisti possono ricoprire la carica di amministratori.

Ogni avvocato o socio è solidalmente responsabile con la società e, dunque, con gli altri soci.

Resta infine fermo, e in fondo scontato, il punto secondo cui una STA debba rispettare sempre e comunque il Codice deontologico forense.

Come diventare Notaio quando si è già avvocato

Un avvocato può intraprendere la professione di Notaio. Per farlo, deve aver esercitato almeno per un anno. Dopodiché dovrà affrontare una pratica notarile obbligatoria di 8 mesi, dopo la quale può accedere al concorso per diventare Notaio.

Come diventare Magistrato quando si è Avvocato

Un avvocato può diventare anche Magistrato. Per farlo, dovrà essere iscritto all’albo degli avvocati e affrontare il tirocinio presso gli uffici giudiziari.

Quanto guadagna un avvocato: lo stipendio

I primi emolumenti si percepiscono solitamente già in fase di tirocinio, quando si ottiene un “rimborso spese” da parte dello studio presso cui lo si svolge, in base all’impegno e al concreto lavoro svolto. Tuttavia, non è detto che questo riconoscimento ci sia sempre e dipende anche dalla serietà dello studio.

Per quanto riguarda lo stipendio percepito quando sarà avvocato a tutti gli effetti, molto dipenderà ovviamente dalla sua bravura, dal contesto professionale in cui lavora, dalla concorrenza. In media si calcola uno stipendio di circa 30mila euro annui, che possono superare i 50mila euro per gli avvocati con almeno 15 anni di carriera alle spalle e uno studio ben avviato.

Su quanto guadagna un avvocato incidono anche altri fattori, come la posizione geografica e le differenze di genere. Infatti, gli avvocati che esercitano al Sud e le donne in generale, difficilmente vedranno i suddetti 50mila euro anche diventati avvocati di prestigio. Anche questa professione, dunque, paga certi problemi atavici del nostro paese.

Cosa non può fare l’avvocato

La professione di avvocato è preclusa ad altre professioni, come:

  • commerciante in nome proprio o per conto di altri
  • giornalista professionista
  • direttore di banca
  • agente di cambio
  • ricevitore del lotto
  • appaltatore di un pubblico servizio o di una pubblica fornitura
  • lavoratore dipendente pubblico o privato, anche se consistente nella prestazione di opera di assistenza o consulenza legale, che non abbia carattere scientifico o letterario.

Quali sono i costi per diventare avvocato

Diventare avvocato e svolgere questa professione prevede una serie di costi.

a) Le spese per laurearsi

In primis, tutti quelli che vanno sostenuti all’Università, tra rette, libri per sostenere gli esami, dispense, cancelleria, spese di trasporto per seguire i corsi, affitto di un appartamento per i fuori sede (punto dolente visti i costi assurdi ai quali si è giunti).

b) Tasse e contributi da versare quando si esercita la professione

Poi ci sono tutte le quote da pagare per sostenere l’Esame di stato, iscriversi e rimanere iscritti all’Albo, i contributi da versare all’Inps, i costi relativi all’apertura e gestione della Partita Iva, ecc.

c) I costi relativi allo studio

Occorre poi sostenere i costi relativi all’affitto del locale presso il quale ha sede lo studio presso cui si esercita, che dipendono dalla grandezza dello stesso, dalla sua centralità, dalla sua visibilità fronte strada. Si potrebbero ammortizzare costituendo una società oppure condividendolo con altri professionisti, anche per creare una sorta di centro multiservizi di consulenza.

d) Apparecchiature, pulizia, arredamento, segretariato

Ci sono poi tutti i costi relativi alle apparecchiature elettroniche e informatiche che devono essere sempre aggiornate e funzionanti (Pc, stampante, scanner, ecc.); le utenze da pagare (corrente elettrica, telefono, connessione internet, acqua); la pulizia del locale, con cadenza almeno settimanale; l’arredamento dello stesso se non già presente; il materiale di cancelleria (carta, penne, graffette, spillatrici, faldoni, cartelline, ecc.).

Potrebbe poi essere necessario avvalersi di una o di un segretario che accolga i clienti, supporti nelle faccende pratiche e nella gestione dei dati, ecc. Questo costo potrebbe essere ovviato avvalendosi di un tirocinante.

Dunque, i costi fissi e variabili non sono pochi. Dunque, bisogna tenerli a mente e rapportarli al proprio potenziale guadagno.

Quali sono i rischi di fare l’avvocato

Tra i rischi principali di fare l’avvocato abbiamo quello relativo al fatto che, dopo tanti sacrifici e a carriera avviata, poi i risultati non arrivino e siano insoddisfacenti.

Un altro rischio è relativo alla professione stessa, dove gli errori non sono da escludere, così come l’avversità e la contrarietà dei clienti che perdono le cause malgrado il nostro impegno e la nostra fede.

La difesa di determinati imputati ritenuti “scomodi” comporta anche una certa esposizione mediatica, così come rischi per la propria incolumità.

Conviene fare l’avvocato? Vantaggi e svantaggi

Si tratta di una professione molto impegnativa, che prevede un iter formativo molto lungo, di almeno 7-8 anni, il che già scoraggia i più. Occorre poi tenere conto della concorrenza altissima, soprattutto in grandi città come Milano, Roma, Napoli e Palermo.

I costi, come visto, sono tanti, ma anche le possibilità di potenziale guadagno. Non mancano statistiche allarmanti, relative al numero in diminuzione di quanti, dopo la laurea in Giurisprudenza, scelgono poi di fare l’avvocato. O di quanti, una volta diventati tali, rinunciano alla toga.

Dunque, come tutte le professioni ha i suoi vantaggi, svantaggi, rischi e opportunità. Ognuno fa storia a sé e il successo o meno è determinato da molti fattori: personali, storici, geografici, ecc.

Qui abbiamo parlato di come diventare giornalista.

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