Aprire un canile conviene? Come fare, costi, guadagni, differenze tra privato e comunale

Aprire un canile conviene? Come fare, costi, guadagni, differenze tra privato e comunale

Vediamo come aprire un canile, i requisiti, quanto costa, i guadagni, le differenze tra comunale e privato, avviare una cinotecnica.

La passione per i cani può portare molti a trasformarla in un vero lavoro, una vera attività imprenditoriale. Per cui ci si chiede come aprire un canile e se effettivamente conviene.

Del resto, l’amore per i cani da solo non basta. Infatti, occorre superare un iter burocratico, molti sono i costi da affrontare, occorre selezionare bene le persone a cui i cani saranno poi affidati e saper affrontare imprevisti e difficoltà che non mancheranno. Oltre che avere il sangue freddo in situazioni spiacevoli, come la morte o la sopraggiunta malattia di uno degli amici a 4 zampe in custodia.

Dunque, di seguito vediamo come aprire un canile, i requisiti, quanto costa, i guadagni, le differenze tra un canile comunale e privato, ecc.

Differenze tra un canile privato e pubblico

Partiamo proprio dalla differenza tra un canile pubblico e uno privato.

  1. Cosa fa e come funziona un canile pubblico: Come intuibile, il primo è gestito da un comune, da una municipalità o da una regione e riceve finanziamenti pubblici per il suo funzionamento. Il reclutamento del personale avviene tramite bando pubblico, facendo affidamento anche sui privati. Dovrebbe poi prevedere l’intervento periodico di veterinari che si accertino della buona salute degli animali tenuti in custodia, così come dei sopralluoghi dell’ASL territorialmente responsabile affinché siano rispettate le condizioni igienico-sanitarie ideali. Il canile pubblico offre prevalentemente servizio di custodia degli animali randagi catturati, affinché non causino danni ad altri animali o alla cittadinanza. Ma anche di prendere in custodia animali abbandonati o con problematiche e senza padroni.
  2. Cosa fa e come funziona un canile privato: un canile privato, invece, può offrire una pluralità di servizi oltre la custodia. Come l’allevamento delle razze, l’allenamento, la toelettatura, la possibilità che trovino un padrone che se ne prenda cura, dog-sitting, pensione quando i proprietari sono via, socializzazione, pet-therapy, ecc. Il canile privato cerca di sostenersi con le donazioni dei privati e tramite il profitto dai servizi offerti. E’ sottoposto a controlli periodici da parte dell’ASL territorialmente competente affinché rispetti le norme igienico-sanitarie e non maltratti gli animali, e deve impegnarsi alle visite periodiche da parte dei veterinari.

Come aprire un canile privato: l’iter burocratico

Prima di aprire un canile privato, è bene accertarsi di avere i capitali adeguati per farlo. Dunque, oltre a confidare sulla donazione a buon cuore di privati, occorre assicurarsi di poter sostenere tutti i costi burocratici e relativi al locale da affrontare in fase di avvio. C’è comunque la possibilità di chiedere prestiti a banche o a società finanziarie, ma stando attenti a non finire in tunnel dai quali non si riesce più a uscire.

Occorrerà poi individuare una struttura adeguata e reclutare il personale che dovrà lavorarci (ne parleremo nei prossimi paragrafi).

Fatta questa premessa, il titolare dovrà aprire Partita Iva, con codice Ateco 96.09.04, relativo ai servizi di cura degli animali da compagnia (si può fare anche in modo autonomo, ma meglio farsi aiutare da un commercialista, anche per i futuri adempimenti fiscali).

Occorre poi presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune sul cui territorio ricadrà la struttura. L’attività andrà anche iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio.

Non dovrà mancare poi un’Autorizzazione sanitaria da parte dei Servizi Veterinari e di Igiene e Sanità Pubblica della Asl, che sarà rilasciata solo dopo apposita ispezione. Alla domanda è necessario allegare diverse marche da bollo e perizie tecniche (planimetria della pensione con descrizione dei locali e delle modalità di gestione di smaltimento dei rifiuti solidi e delle deiezioni).

Bisognerà provvedere altresì a regolare la propria posizione e quella di eventuali dipendenti presso l’INPS e l’INAIL, così da avere le dovute prestazioni previdenziali e assicurative.

Come deve essere la struttura di un canile privato

La struttura di un canile privato deve rispondere a una serie di requisiti per lo svolgimento dell’attività per cui è preposta. Ecco i principali:

  • posizionata a una distanza minima (di solito almeno 500 metri, ma occorre verificare cosa dicono le normative locali) dal centro abitato;
  • deve prevedere recinti di almeno 2 metri quadrati per cani di piccola taglia e di 9 per quelli più grandi, con una zona coperta e una all’aperto. I recinti devono essere dotati di un sistema abbeveraggio;
  • in caso si offra di servizio di pensione, occorre dotarsi di un sistema di riscaldamento dei box per l’inverno e di ventilazione per la stagione calda;
  • devono essere presenti delle aree comuni dove i cani più mansueti potranno socializzare con gli altri ospiti della pensione, mentre i soggetti più difficili saranno portati fuori dal box separatamente;
  • impianti elettrici e idrici a norma con un sistema di scolo che raccolga l’acqua sporca dei box e confluisca direttamente nella fognatura (in alternativa una fossa biologica);
  • uno spazio destinato alla passeggiata dei cani, dove poter trascorrere almeno 2 ore al giorno;
  • occorre adibire anche degli spazi per la rimessa per gli attrezzi, un magazzino per i mangimi e una sala infermeria. Ove previsto, anche una parte adeguata per il servizio di toelettatura;
  • spazi per il personale e i visitatori, quindi una sala d’attesa, uffici, ecc;
  • la struttura deve rispettare le norme anti-incendio, quelle in favore delle persone diversamente abili, vantare un impianto elettrico e idrico efficiente;
  • deve essere facilmente raggiungibile da ispettori, fornitori e visitatori, e non isolata. Ne va anche della visibilità e del buon andamento dell’attività.

Quale figure professionali servono per aprire un canile privato

Molto dipende dai servizi che si intende offrire. Inoltre, se si vuole assumere a libro paga tali figure o avvalersi di collaboratori da pagare solo a prestazione quando occorrono. Si pensi alla figura del veterinario, a quella di un dog-sitter e a quella di un esperto in dog therapy per la visita delle scuole o di cooperative che si occupano di persone con disagi psico-sociali.

A prescindere da queste figure professionali, per portare avanti un canile privato servirà comunque almeno una segretaria o un segretario che gestisca le telefonate, i contatti, gli appuntamenti, il front e back office. Nonché di 3-4 persone che si occupino di pulire gli animali, dar loro da mangiare, accogliere i visitatori, curino l’igiene generale della struttura, sappiano riconoscere eventuali problemi degli animali e offrire un primo soccorso e segnalarli ai veterinari, ecc.

Quali sono i requisiti per aprire un canile

I requisiti per aprire un canile sono quelli relativi

  • al rispetto costante delle norme igienico-sanitarie;
  • al trattamento amorevole e scrupoloso dei cani presi in custodia;
  • alla struttura che deve essere adeguatamente grande e fornita di tutti i servizi necessari;
  • alla presenza di personale qualificato.

Quali sono i costi per aprire un canile privato

I costi sono tanti, sia per l’avvio dell’attività, sia per la sua gestione. Si pensi all’acquisto costante di cibo, prodotti per la salute e per l’igiene dei cani, lo stipendio dei dipendenti, il pagamento delle prestazioni dei professionisti, le tasse e i contributi, le utenze, la manutenzione della struttura e delle apparecchiature da utilizzare, il rifornimento di utensili, il marketing per pubblicizzarlo (volantinaggio cartaceo, cartellonistica, i Social), varie ed eventuali.

Dipende poi molto anche dal locale che sarà adibito. Se occorrerà realizzarlo ex novo oppure se necessita di una ristrutturazione e manutenzione radicale. Oltre al locale, la seconda voce riguarda ovviamente i cani che si ospitano.

In base alla razza, un cane ha un costo compreso tra 1.500 e 2.000 euro l’anno. Inoltre, se il cane non sarà adottato e passerà buona parte o tutta la sua vita nella struttura (un cane vive in media 14 anni), si spendono tra i 21 e i 28 mila euro.

Diciamo che, approssimativamente, occorre partire da un capitale di almeno 200mila euro minimo. Ma parliamo di una cifra ottimistica, che sicuramente si rivelerà maggiore, anche fino ai 500mila euro.

Si possono ammortizzare i costi relativi al personale, facendo affidamento anche su volontari che amino gli animali (magari pagando loro solo un rimborso spese per raggiungere la struttura e tornare a casa) e sulle donazioni delle persone per acquistare cibo e prodotti per la pulizia e la cura.

Ovviamente occorrerà meritarsi entrambi, dimostrando di trattare con scrupolosità gli animali ospitati, di rispettare tutte le norme igienico-sanitarie, ecc.

Potrebbero poi essere previsti finanziamenti e incentivi da parte del comune o della Regione di riferimento. O potrebbero attivarsi sponsorizzazioni con marchi che vendono prodotti per cani.

Quanto si guadagna con un canile

Il guadagno varia in base a quanti cani si riesce a far adottare ogni anno, ma anche in base ai servizi accessori che si propongono agli utenti:

  • pensione: per quanti partono per le vacanze, devono ristrutturare casa o hanno problemi personali tali da non poter tenere i cani per un determinato periodo. Il guadagno sarà per notte;
  • pet therapy: far utilizzare i cani per le terapie psicologiche e sociali destinate alle persone con disagi o disabilità; ci si potrebbe far pagare a ora o a giorni trascorsi con gli animali;
  • dog sitting: i padroni potrebbero lasciare alla struttura i propri cani solo per qualche ora, per impegni, andare al lavoro, imprevisti, ecc.;
  • toelettatura: si potrebbe offrire servizio a pagamento di pulizia e grooming per cani;
  • attività cinotecnica: allevamento, selezione e addestramento dei cani di razza, con relativa vendita (attività equiparata a tutti gli effetti a quella agricola, il che ha dei vantaggi notevoli rispetto alle attività imprenditoriali normali);
  • aggiunta di un gattile, ma dotandosi di appositi spazi separati, a loro volta rispondenti a una serie di obblighi di legge.

Insomma, per poter reggere i costi di un canile e renderlo redditizio occorre aggiungere tanti servizi aggiuntivi, altrimenti si rischia di non farcela.

Come trasformare un canile in un’attività cinotecnica

Un interessante spunto lo fornisce il sito Aprire azienda, relativa al fatto che a un canile si possa aggiungere un’attività Cinotecnica, per l’allevamento, la selezione e l’addestramento di cani di razza. Un’attività molto redditizia.

Il riferimento normativo è la Legge del 23 agosto 1993 n. 349. In particolare, molto interessante è l’art. 2, il quale afferma che

L’attività cinotecnica è considerata a tutti gli effetti attività imprenditoriale agricola quando i redditi che ne derivano sono prevalenti rispetto a quelli di altre attività economiche non agricole svolte dallo stesso soggetto

Trasformando il semplice canile in una struttura cinotecnica può rendere molto più redditizio il business, poiché si aggiungerà appunto l’allevamento di cani di razza. Il che potrà garantire stabilità finanziaria al progetto imprenditoriale.

Inoltre, come già accennato, si tratterebbe di un’attività agricola a tutti gli effetti, la quale ha anche dei vantaggi normativi e fiscali maggiori rispetto alle attività imprenditoriali normali.

Ovviamente, non bisogna dedicarsi ad attività illegali o brutali, come l’allevamento di cani da combattimento, non consentito in Italia. Che pone il titolare e chi vi lavora al rischio arresto e di ammende molto salate.

Conviene aprire un canile privato? Vantaggi e svantaggi

Vediamo ora quali sono i Pro e i Contro di aprire un canile privato.

a) Vantaggi:

  • Gli amanti dei cani potranno trasformare la propria passione in un’attività imprenditoriale, ma anche in una missione concreta di salvarne quanti più è possibile;
  • Se si aggiunge al semplice servizio di recupero, custodia e adozione dei cani abbandonati anche tanti altri servizi, sarà possibile avviare un ottimo business.

b) Svantaggi:

  • I costi per gestire e mantenere un canile sono molteplici e se non si attivano varie forme di finanziamento, si rischia facilmente la chiusura;
  • Si tratta di un’attività che mette spesso a dura prova, trovandosi di fronte a storie di cani maltrattati, abbandonati o malati, molto tristi.

Qui abbiamo parlato di come aprire una toelettatura.

/ 5
Grazie per aver votato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *